Anello al Rifugio Federici-Marchesini al Pagarì e ai Laghi del Gelas, Valle Gesso (CN)
| NOTE TECNICHE |
| Partenza: San Giacomo di Entracque – 1.213 m s.l.m. |
| Rifugio Marchesini – Federici al Pagarì: 2.650 m s.l.m. |
| Laghi del Gelas: 2.800 m circa |
| Tempo totale di percorrenza: circa 6 h 30′ (tempo in movimento) |
| Lunghezza totale del percorso: 23 Km |
| Dislivello positivo complessivo: 1.693 m circa |
| Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti) |
| Segnavia: cartelli gialli del Parco, tacche rosse, ometti |
Un’escursione impegnativa e lunga (volendo, si può spezzare il giro in due giorni dormendo al Rifugio Pagarì). Un anello che regala panorami mozzafiato, incontri ravvicinati con stambecchi e camosci, cascate stupende e due laghi di una bellezza rara.
La partenza
Da Borgo San Dalmazzo, si prosegue fino a San Giacomo di Entracque, dove è possibile lasciare l’auto nel parcheggio gratuito prima del Campeggio “Sotto il Faggio”. Da qui si segue l’indicazione per il Rifugio Pagarì, superando il ponte sul torrente Gesso della Barra.
Ci addentriamo nel bosco di faggi…
Superato il ponte e il campeggio, ci addentriamo nel bosco, seguendo la strada asfaltata che conduce alla Casa Alpina Salesiana. Superato l’edificio, la strada diventa sterrata e prosegue sotto il fresco della faggeta fino al Pian del Rasur, un pianoro verdissimo a quota 1.400 m, attraversato da un torrente e circondato da montagne.
La lunga salita al Rifugio Pagarì
Dal Pian del Rasur, attraversiamo il torrente percorrendo una passerella in legno e ci troviamo in un contesto sempre più meraviglioso: cascate, rododendri in fiore e ambiente sempre più selvaggio.
Dopo circa un’ora dalla partenza, incontriamo il bivio che indica la direzione per il Lago Bianco del Gelàs; sarà il sentiero da cui scenderemo al ritorno, completando il nostro giro ad anello. Noi, invece, proseguiamo mantenendo il sentiero di sinistra che sale al Rifugio e che diventa sempre più ripido. Sull’altro versante del Vallone, scorre la cascata proveniente dal Lago del Vei de Buc.
Incontriamo una breve pietraia e, tornante dopo tornante, proseguiamo la lunga salita fino a vedere, finalmente, la bandiera svolazzante del Rifugio Marchesini-Federici al Pagarì.
Ancora un’ultima serie infinita di tornanti, ed eccoci al Rifugio, dove, dopo esserci goduti un bel panino in compagnia degli stambecchi, entriamo per assaggiare la famosa birra prodotta dai gestori, accoglienti e molto simpatici.
Sì, perchè il Rifugio Pagarì è noto per essere il microbirrificio più alto d’Europa, fondato nel 2007 a Entracque, Cuneo. La birra prodotta è artigianale, non pastorizzata e non filtrata…ed è anche ottima, specie bevuta insieme ad una bella fetta di crostata con confettura di mirtilli selvatici!!
Riprendiamo il percorso per i Laghi del Gelas
Malgrado si stia benissimo a godersi il sole e il panorama dalla terrazza del Rifugio Pagarì, il nostro giro è ancora lungo e dobbiamo rimetterci in marcia.
Dal Rifugio, torniamo indietro fino al bivio dove troviamo l’indicazione per i laghi del Gelas. Perdiamo circa 200 m di dislivello, scendendo lungo un traverso a mezzacosta che regala panorami spettacolari, fino a raggiungere il Passo Soprano di Muraion. Qui il tracciato sfiora una guglia rocciosa che precipita a strapiombo sulla valle; dall’altro lato si apre la vista sul Lac del Vei del Buc, un piccolo gioiello color smeraldo incastonato tra le montagne.
Poco dopo, un bivio segnalato dalla scritta “Biv” dipinta su una roccia invita a tenere la sinistra; da qui in avanti, il percorso diventa meno evidente e bisogna affidarsi con attenzione alle tacche rosse che guidano il cammino. Dopo aver superato due piccoli torrenti, il sentiero si impenna accanto a una cascata del Rio Pagarì: una breve salita che conduce in pochi minuti al cospetto del meraviglioso Lago Blu del Gelas. Proseguendo di pochi minuti, sempre seguendo le tacche rosse, raggiungiamo anche il Lago Bianco del Gelas, più grande del primo e in uno scenario incantevole, racchiuso tra le rocce.
La lunga discesa
Dal Lago Bianco del Gelas, non ci resta che tornare all’auto. Imbocchiamo il sentiero M20 che scende deciso verso San Giacomo di Entracque. La discesa, almeno fino al bivio dove chiuderemo l’anello, non è per niente agevole: lunga, verticale e mai morbida, una di quelle che mettono a dura prova ginocchia e caviglie e il caldo della giornata non aiuta! Dopo un paio d’ore dal lago, raggiungiamo nuovamente il Pian del Rasur e da lì, dopo circa un’ora di percorso su terreno decisamente più comodo, torniamo finalmente al punto di partenza.
Come sempre, di seguito trovate le immagini e il video di questa splendida escursione nelle Alpi Marittime. Sentitevi liberi, se volete, di lasciarci un commento e scaricate la traccia GPS del percorso, disponibile gratuitamente.
Grazie per la lettura e alla prossima escursione!











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